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Anche nel 2008 Radica e Bajonette è stata presente all’EXA ospite, come ogni anno, insieme al DWJ ed al Museo della Guerra Bianca dello stand Euroarms; connubio non casuale, in quanto da sempre coltiviamo un rapporto privilegiato con la “famiglia Euroarms”, ed in particolare con Paolo Amadi, il quale negli ultimi anni ha incrementato culturalmente e commercialmente l’interesse verso le armi | ||
| fini e, conseguentemente, i rapporti e le sinergie con la nostra realtà. Nel suo stand spiccava, tra pregevolissime ex ordinanza, un importante gruppo di doppiette: una coppia di Piotti, una Famars, un’affascinante Greener, oltre ad una bella carabina Mannlicher Schoenauer anni ’60, con ottica d’epoca, ed un Cosmi “vintage” | |||
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Nei tre giorni della manifestazione, abbiamo lungamente vagato nei
corridoi, tra stands grandi e piccoli, incontrato vecchi amici
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| "Gualbo" notissimo esperto di ex-ordinanza nel suo ambiente naturale | Il giovane e competentissimo Andrea Turchi "redimacchia" scherzosamente abbigliato da Taliban | ||
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Il simpaticissimo Gary W Burris, “protection instructor” della NRA, qui insieme a G. Simoni (R. Zanotti) | ||
| Abbiamo visto cose belle e riprovevoli, interessanti, brutte ed indifferenti Questo, peraltro,non vuole essere un resoconto o un sommario descrittivo dell’importante fiera Bresciana, compito riservato alle riviste del settore; Radica e Bajonette infatti non è un sito oplologico, ma semplicemente l’espressione delle nostre sensazioni e delle nostre impressioni. | |||
| Abbiamo curiosato tra gli stands, alla ricerca delle cose veramente belle, da considerare e segnalare ai nostri lettori. Non molte, soprattutto non molte le novità. Conferme, direi scontate, come Beretta sui cui fucili fini si fonda da anni gran parte della fama della nostra archibugeria - | |||
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Piotti, con il bravo e simpatico
Emanuele, |
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Emanuele Piotti |
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Del tutto inattesa,
una novità assoluta per l’EXA (e per le altre manifestazioni
Italiane, ricordiamo il suo stand solo ad una delle prime
edizioni del Game Fair, “complici” i fratelli Casciano) una delle
firme in assoluto più note e carismatiche dell’archibugieria
internazionale: Holland & Holland. Francamente, leggere il mitico
nome su un piccolo stand ci ha del tutto colti di sorpresa.
All’interno, tre soli fucili ma certo qui è la qualità e non la
quantità a farla da padrona. |
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Un sovrapposto tipo
Boss, con bascula,ornata da una classicissima incisione “Holland ed
Holland”, particolarmente bassa. Le leve d’armamento scorrono sulla
tavola di bascula “a cielo aperto”, come sui Lebeau, e questo
consente di recuperare qualche millimetro nello sviluppo verticale
dell’arma. |
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Abbiamo scambiato
de chiacchiere col Maestro Giorgio Simoni, che nella bottega
di Bologna perpetua un altro nome storico, quello di Zanotti; ci siamo impegnati
reciprocamente ad una breve visita nella sua officina, dove
approfondiremo l’esame dei bei fucili esposti e delle tecniche
di lavorazione. |
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L’acciarino della “R.Zanotti”
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Tra gli espositori
di altro genere, hanno colpito la nostra attenzione due stands. Innanzi tutto, quello del laboratorio dei Fratelli Dassa, che sta sviluppando un’interessante ed inconsueta tecnica di decorazione a smalto delle bascule. |
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Per valutarne a
pieno l‘efficacia estetica attendiamo di vedere, dal vivo un
arma completamente montata, ma si tratta comunque di qualcosa di
assolutamente nuovo che, per quanto piuttosto tradizionalisti, ha
vivacemente stuzzicato la nostra curiosità ;da apprezzare, invece,
in assoluto e senza ulteriori approfondimenti l’iniziativa di
importare e commercializzare numerose pubblicazioni di contenuto
tecnico storico . Nello stand, oltre al recente libro di WW Greener,
abbiamo potuto esaminare -ed acquistarne qualcuno- numerosi testi
monografici; Holland & Holland, the British Gunmakers,
Cogswell & Harrison, Purdey e molti altri analoghi sono i
titoli a disposizione. Lodevole iniziativa, che copre una nicchia
editoriale assolutamente poco curata in Italia . Non possiamo che
compiacercene. |
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Abbiamo inoltre
fatto una breve visita allo stand del “Maremmano”. Con questo
marchio i fratelli Pianura di Viterbo producono una vasta gamma di
abbigliamento classico da caccia; giacche e gilet in stile appunto
Maremmano, capi spalmati di ispirazione inglese, cartucciere,
valigette portafucili e portacartucce in cuoio. Ottimi materiali
(abbiamo anche suggerito loro i nomi di alcuni produttori
artigianali di Donegal Tweed, il famoso tessuto Irlandese),
capi ed accessori che ben si abbinano ai bei fucili, in una visione
anche estetica della caccia che riteniamo irrinunciabile. |
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Giancarlo Pianura nello stand del “Maremmano |
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| Ed ora, una considerazione che da tempo ci proponevamo di fare: | |||
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I fucili, come abbiamo sempre sostenuto, debbono in primo luogo
essere costruiti seguendo canoni e tecniche tesi al
conseguimento della massima solidità e sicurezza, in secondo luogo
debbono sparare bene e sempre; meglio poi, se possibile, se
sono tecnicamente raffinati. Da ultimo, se gli riesce,
il costruttore deve anche curarne la bellezza, le rifiniture. In
sostanza, per intenderci, non sussiste per nessuno il civico dovere
di andare in giro per la campagna con un H&H, con un Fabbri,
con un Beretta SO. |
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| Esisterebbe peraltro quello di non spacciare prodotti semplicemente onesti, a volte mediocri o men che mediocri, come diretti discendenti e moderna interpretazione dei canoni dell’archibugieria classica. | |||
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Chiariamo subito
che la grandissima maggioranza degli ottimi produttori Valtrumpini
pone sul mercato i propri prodotti con un giusto rapporto
qualità-prezzo e senza attribuire loro doti inesistenti. Rimane però
una piccola percentuale che si spinge, nel pubblicizzarsi, oltre i
limiti della decenza. |
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Da tempo vediamo
schioppi di fattura tra il pessimo ed il discreto, adornati
-per modo di dire- da improbabili incisioni,” paperelle” in plastica
similoro, con incassature da brivido, addirittura in almeno un caso
– riscontrato con i nostri occhi !
– con
“aria” tra i ferri, proposti con pubblicità e prezzi da arma fine.
Per alcune di queste vere e proprie croste si spende a volte
più di quello che sul mercato si richiede sul
mercato dell’usato, per un Imperiale Montecarlo, per una buona
doppietta Inglese, e quasi il triplo di quanto sia giusto pagare per
fucili “ importanti” come un Breda Sirio o un
Beretta So2 o un Franchi Condor. |
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“ Ma mi faccia il
piacere! ”commenterebbe, con un sogghigno, Il buon Principe
De Curtis, in arte Totò. |
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Come accennavamo,
fortunatamente il fenomeno è abbastanza limitato. La gran parte
degli artigiani lavora correttamente, produce e commercializza
prodotti seri a prezzi equi e, soprattutto, senza spacciarli per
qualcosa di profondamente diverso da quello che sono. All’Exa ce n’erano molti, la stragrande maggioranza. Tra questi, ribadiamo, solo per una questione di gusti personali, ci ha attratto lo stand della Siace, con i suoi Express e le sue lisce. |
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Armi costruite
coscienziosamente, con l’occhio prima alla sostanza che alle
esteriorità; ma comunque gradevoli da guardare, rifinite in modo più
che accettabile a partire già dai modelli base, ben gestibili ed
equilibrate. Nel loro catalogo troviamo lisce e rigate in vari
livelli di finitura e di prezzo, boxlock e sidelock o a cani
esterni. |
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| Chi scrive ha scelto per sé un express, una doppietta boxlock bigrillo, in 9,3x74 con bascula completamente liscia, tartarugata e senza finte piastre. | |||
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Una scelta non
costosissima, un’arma che -come nella maggior parte dei casi- ben
incarna lo spirito vero della Valtrompia: lavorare seriamente,
anche, o forse soprattutto, per la passione di fare delle cose
buone, che restino negli anni a testimonianza di una tradizione che
è, ormai da decenni, storia. |
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I giovani Daniele e Ferdinando Gelmini, il futuro della Siace |
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Ed è forse questo
il vero messaggio che, ogni anno, l’EXA rinnova. Nonostante, anzi a
dispetto, delle “paperelle” di plastica e delle incassature con gli
spifferi. |
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| Abbiamo a lungo riflettuto se soffermarci o meno, sul recente risultato Elettorale convenendo infine che la politica è parte integrante della vita, e le scelte dei Governi condizionano profondamente ogni realtà e, forse più di altre, segnano anche i destini del nostro settore e della nostra passione. La mattina di martedì 14 Aprile 2008, nei corridoi dell’Expo di Brescia spirava una ventata d’ottimismo, quasi d’entusiasmo. | |||
| Riteniamo che questa reazione sia pienamente fondata e ci auguriamo vivamente che i fatti confermino la nostra opinione. | |||
| Noi rispettiamo le posizioni di ognuno, purché si mantengano nei limiti minimi della decenza; ma non possiamo che compiacerci per la scomparsa dalla scena politica di un gruppo di estremisti che ha fatto della Caccia il bersaglio di ogni strale pseudo ambientalista (mentre nel nostro paese si consuma il 30% dei pesticidi utilizzati nell’intera Comunità Europea) | |||
| Così come ci gratifica del ridimensionamento di un mediocre tribuno che raccontava con fierezza: | |||
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"Ho incontrato in treno un uomo che leggeva una rivista di armi, lo avrei preso volentieri a schiaffi" |
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dimenticando
forse che la sua coalizione con coerenza direi granitica
ha
portato prima in Parlamento, poi alla segreteria della presidenza
della camera dei Deputati, un terrorista condannato per un paio di
omicidi ... perpetrati, si presuppone, senza porto d’armi e con armi
clandestine. |
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| Mauro Minervini | |||
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