Testi e foto di Lucio Michele Balbo  
     
  ella dotazione  di un cacciatore africano di fine '800 non potevano mancare le doppiette a canna rigata di grosso calibro. Una tipologia di armi ereditata dal periodo glorioso dell'avancarica passata poi alla retrocarica con cartucce dal bossolo in cartone o in ottone. I calibri più comuni erano il 12, il 10 e l'8 mentre  nell'enorme calibro 4 si costruivano solitamente fucili monocanna per ovvi motivi di peso, anche se non manca qualche  esempio di giustapposto in tale calibro.  
  La massa delle palle andava dai  583 grani delle palle sferiche del calibro 12, ai 1750 grani delle palle sferiche del calibro 4 per arrivare ai 1880 grani delle palle ogivali per il calibro 4:  
  un etto e 21 grammi di piombo lanciati a 1450 piedi al secondo (442 m/s) da una carica di lancio di 14 dramme  -ossia 382 grani- quasi 24 grammi di polvere nera, ( rinculo in proporzione ! ) L'energia a 100 Yards era di 6222  ft/lbs, 840 chilogrammetri.  
     
  È opportuno specificare che l'esatta denominazione di questi fucili è "double rifle" o anche "elephant rifles" e non "Express" .  
  Infatti il termine Express venne in uso quando nel 1856 James Purdey presentò un  giustapposto ad avancarica calibro .488 con canne rigate a due principi  sui quali si impegnava uno speciale proiettile cilindrico-ogivale da 328 grani che presentava due alette corrispondenti alle rigature.  
  Purdey chiamò questa sua creazione innovativa "Express Train" che a quei tempi di grande sviluppo delle ferrovie rappresentava un sinonimo di alta velocità.  
  Da allora con il termine Express si indicò una doppietta, a volte anche un monocanna, a canna rigata, con proiettili veloci e capaci di traiettorie tese e di distanze di tiro utile abbastanza elevate.  
  Anche Greener sviluppò fucili giustapposti e due righe in calibro .40 e .52  con proiettili alettati e passo di rigatura veloce (1:30"), erano destinati alle cacce a lunga distanza tipiche del Sud-Africa (li chiamò infatti "Cape Rifles");  le mire arrivavano, forse un po' ottimisticamente, a 2000 Yards.   
  Successivamente nei vari Stati Sud Africani per i tiri a lunga distanza si preferirono fucili basati sul sistema Martini sia nel calibro militare .577/.450 che in calibri minori, più avanti ancora, specialmente da parte Boera, le varie tipologie di Mauser.  
  cape rifle bullet & groves  
     
Va ricordato che sino al 1880 in Inghilterra anche per le armi civili  a canna rigata si usava in genere il sistema di misurazione indiretta dei calibri basato sulla quantità di palle sferiche che si potevano realizzare, per quel diametro di canna, con una libbra di piombo (il medesimo ancora oggi usato per le canne lisce) mentre per le armi militari si usava già il sistema di misura diretto del diametro interno della canna espresso in millesimi di pollice. I due sistemi a volte si mutuavano, pertanto è possibile trovare armi civili di metà Ottocento con il calibro indicato in millesimi di pollice oppure in palle/libbra per esempio 30 ad indicare un calibro .577"
  Dopo il 1880 il sistema palle/libbra, oltre che per le canne lisce, fu mantenuto per le canne rigate da 12, 10, 8 e 4.  
     
 
calibro diametro peso palle sferiche in Pb
    grani grammi
12 bore   .729" / 18,51 mm. 583 37,7
10 bore   .775" / 19,68 mm. 700 45,3
8 bore   .835" / 21,20 mm. 875 56,7
4 bore 1.052" / 26,72 mm. 1750 113,4
 
     
     
  8 bore cartridge  
     
     
  Negli ultimi decenni del XIX secolo erano assai in voga  prove di tiro con le varie tipologie di fucili sportivi a canna rigata, oltre alle mitiche gare a lunga distanza riservate alle armi di piccolo calibro (in genere .450 perché a quei tempi per "piccolo calibro" si intendeva ciò che era inferiore al .577) si svolgevano competizioni e test di precisione alle distanze di ingaggio tipiche della caccia. Nell'ottobre del 1883 i Signori Holland  sbaragliarono gli altri concorrenti  su tutte le categorie di gara che erano:  
 
  • Rook & Rabbit rifles, fucili di piccolo calibro per caccia minore che potremmo definire dei "varmint rifles" ante litteram. I calibri delle loro cartucce, ancora a polvere nera, andavano dal .22 Long Rifle al .380 passando per le interessantissime .297/230 short e long con palla da 38 grani, e la .297/250 con palla da 56 grani spinta da 6,5 grani di P.N. Con i Rook Rifles  con diottra, in calibro .22 L.R. a polvere nera, all'epoca ci si divertiva a piazzare dieci colpi in un francobollo da 1 penny a 50 yards.
  • Express calibro .400; .450; .500 e .577
  • Double Rifles calibro 12, 10, 8 e 4.
 
  rook rifles cartridges  
     
  In particolare con una doppietta rigata in calibro 8 furono piazzati 10 colpi in un rettangolo di circa 10 x 12 cm. a 50 yards. Prestazione più che soddisfacente se consideriamo le mire elementari, la balistica delle grosse palle sferiche, il fatto che è un giustapposto con cui si tirava  alternando le due canne. In ogni caso una rosata del genere è abbondantemente sufficiente in rapporto alle dimensioni delle aree vitali delle specie cacciate.  
     
  Questa tabella, tratta da "The Gun and its Development" di W.W. Greener, è utile per valutare le prestazioni delle armi sportive di fine '800. Le dosi di polvere nera sono espresse in grani tranne che per i calibri 8 e 4 dove le dosi sono in Dramme ( 1 Drams = 27,5 grains = 1,772 grammi)  
   
   
   
   
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  Nota  
  Le carabine Lee-Speed erano armi sportive derivate in parte o totalmente dalle componenti dei  fucili militari Lee-Metford o Lee-Enfield, prodotte da varie case con diversi gradi di finitura. Gli alzi potevano essere quelli originali o accoppiare una serie di alzi a fogliette con l'alzo a ritto e cursore, i serbatoi potevano essere da 10 o 5 colpi. In genere il calibro era il .303, ma non mancano esempi in altri calibri, nati anche quando in India -nel 1907- fu proibito ai civili il possesso di armi in .577/.450 ed in .303
I Long Range rifles erano monocolpo per tiro di precisione a lunga distanza sia basculanti che a blocco oscillante generalmente basato sul sistema Martini.
 
     
     
  Perché ancora a fine Ottocento, quando ormai si stavano, sia pur lentamente, affermando calibri prestanti e veloci spinti dalle nuove polveri senza fumo tutti i cacciatori professionisti raccomandavano nella batteria la presenza di almeno un fucile rigato oppure paradox di grosso calibro?  
  Sir Frederick Jackson fu uno dei "grandi cacciatori" in terra d'Africa.  
  Cacciò nell'Africa dell'Est dal 1884 al 1891 e le sue esperienze furono pubblicate -con quelle di altri autori-   nel famoso testo in due volumi "Big Game Shooting" pubblicato dalla Badminton Library di Londra nel 1894.  
  " ... raccomando fortemente allo sportivo che voglia visitare l'East Africa di armarsi seguendo il principio che una grossa bestia, specialmente se pericolosa, richiede una palla pesante ed un grosso shock per essere uccisa o messa fuori combattimento. Non ci si può permettere la convinzione che la palla di un Express .450 sia sufficiente per ogni tipo di caccia. ... omissis ... Avvicinarsi ad una bestia inconsapevole della presenza del cacciatore in zone aperte, con poca vegetazione, sebbene eccitante e spesso difficile, è raramente se non mai pericoloso. Ma seguire le tracce di un bufalo ferito, di un rinoceronte o di un elefante in zone dove ci sono poche possibilità di vedere l'animale se non a breve distanza è tutt'altra cosa. È possibile che un uomo possa perdere i nervi e diventi insicuro a causa di una sovreccitazione quando una palla di piccolo calibro mal piazzata potrebbe produrre un disastro. L'uso di fucili pesanti pertanto riduce al minimo il rischio insito nell'inseguire animali pericolosi  in vegetazione molto fitta o in erba alta. ...omissis... Una grossa palla può abbattere un animale o farlo desistere dal caricare mentre una piccola, nelle stesse condizioni, avrebbe poche possibilità di abbattere il selvatico e potrebbe solo infliggergli ulteriori sofferenze aumentando il suo istinto alla carica.
La seguente batteria è quella da me usata con soddisfazione:
 
     
 
  • Un calibro 4 rigato, monocanna, del peso di 21 libbre (9,5 Kg) tarato per 50, 100, 150 yards, caricato con 12 dramme di polvere e palla sferica.
  • Una doppietta rigata calibro 8 del peso di 15 libbre (6,8 Kg.) tarata per 100 e 200 yards, caricata con 12 dramme di polvere e palle sferiche.
  • Una doppietta Express cal .500 tarata per 100 e 200 yards camerata per lunghi bossoli magnum a forma di bottiglia caricati con 6 dramme di polvere e lunghe palle di tre qualità: solide, a punta cava  e con punta in rame.
  • Un calibro 12 a pallini.
  • Un monocanna calibro .450 con cannocchiale per tiri lunghi, oltre 300 yards, quando la selvaggina non si fa avvicinare.
  • Una carabina .44 Winchester meravigliosa e precisa piccola arma di qualità, per la gazzella di Thomson o piccoli animali simili.
  • Un .295 Rook Rifle
  • Un calibro 12 Paradox dei Signori Holland( vedi scheda  )
 
  Anche altri cacciatori di fine Ottocento, come Èdouard Foà, il Principe d'Orléans, il conte milanese Felice Schleibler -per citarne alcuni- raccomandavano sempre la presenza, nella batteria, di una doppietta rigata calibro 8 o 4 ed anche di doppiette Paradox in calibro 12, 10 ed 8.  
  Il conte Schleibler si faceva costruire da Holland & Holland fucili  un mezzo chilo più pesanti del normale, per ridurre il rinculo che in queste armi è davvero impressionante e difficile da gestire.  
  Jackson sparava agli elefanti con un calibro 4, usando la doppietta calibro 8 come arma di riserva.  
  Sparando in piedi è necessario bilanciarsi molto in avanti, per evitare di cadere all'indietro.  
  Jackson non faceva mai tiri superiori alle 80 yards ma molto spesso tirava a meno di 40 ... veramente pericoloso! Se le condizioni della vegetazione lo consentivano tirava da seduto (tranne che all'elefante) ed in quella posizione il rinculo lo avrebbe fatto ribaltare, motivo per cui aveva alle spalle un portatore pronto con le mani alla distanza di un pollice dalle sue spalle, per sostenerlo.  
  L'avvento delle polveri infumi portò una rivoluzione assai rapida in ambito militare, molto più lenta nel tradizionalista mondo della caccia grossa. Se per la caccia a cervidi ed ungulati di piccole dimensioni potevano andare benissimo le armi militari o quelle da esse derivate per gli animali pericolosi l'abbandono dei grossi fucili tradizionali non dovette essere facile, considerando anche che per passare -per esempio- dal .500 3" a polvere nera al suo omologo Nitro Express bisognava necessariamente cambiare il fucile con un investimento decisamente oneroso.  
  Per rendersi conto di come funzionassero le cose in un mondo ben lontano dalla odierna frenesia consumistica basti pensare che ancora alla vigilia della seconda guerra mondiale Belgi e Francesi esportavano in Africa, ad uso degli indigeni,  fucili ad avancarica a pietra focaia che erano a tutti gli effetti repliche dei fucili militari del periodo napoleonico ... solide  armi che non avevano bisogno di essere approvvigionate con costose cartucce a bossolo metallico provenienti dall'altro capo del Mondo.  
  Le grandi doppiette rigate rimasero in servizio a lungo, se non come arma principale, come arma di supporto da "difesa ravvicinata" in mano al più fidato portatore qualora il cacciatore avesse mancato il colpo.  
     
     
  Grazie alla cortesia di un collezionista ho potuto fotografare uno di questi pesanti fucili vittoriani.  
  Si tratta appunto di una bella doppietta rigata in calibro 8  prodotta da Holland & Holland  
     
  Holland & Holland 8 bore  
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  Holland & Holland 8 bore  
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  Purtroppo non ho avuto la possibilità di spararla, ma è stato sorprendente notare come questo fucile pesante quasi sette chili venga alla spalla con la leggera soavità di un sovrapposto da tiro.  
  Malgrado le dimensioni imponenti la linea è filante ed elegante, espressione della sobria raffinatezza delle armi inglesi.  
  La calciatura è di solido noce con la venatura correttamente orientata longitudinalmente, per assorbire il poderoso rinculo senza danni.  
  L'impugnatura a pistola ben zigrinata assicura una presa solida: allo sparo la mano deve arretrare con l'arma senza scivolare o perdere aderenza, diversamente il dito indice verrebbe urtato dal ponticello o peggio dal primo grilletto se si sta usando la seconda canna, cosa dolorosa con un normale calibro 12, sicuramente disastrosa con armi di questa potenza, tanto più che in questo caso il primo grilletto non è snodato.  
     
  Holland & Holland 8 bore  
     
 

Benché da tempo esistessero gli hammerless per questi fuciloni ma anche per gli Express si preferiva la solida chiusura a T ideata nel 1859 da Henry Jones, armaiolo in Birmingham completata da una testa di bambola e acciarini a cani esterni.

 
  Si tratta di un impianto sicuro, di provata solidità e costruttivamente semplice, difficile da rompere,  cosa fondamentale per armi alle quali è affidata la propria vita.  
  Con un poco di esercizio sono anche più veloci da ricaricare di quanto si possa immaginare, ed in ogni caso se il bersaglio è un bufalo cafro o un elefante che caricano se si mancano i primi due colpi non c'è il tempo di tirarne un terzo  ... e la bella arma -se resta intera- passerà agli eredi.  
     
  Holland & Holland 8 Bore  
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  Il pomello della leva di chiusura è arricchito da un finissimo zigrino tanto esteticamente bello quanto funzionale. La manovra della leva è rapida, una volta sbloccata è il peso delle canne a fare il resto. Chiudendo ritorna al suo posto al semplice sollevarsi delle canne, senza dover forzare grazie all'ottimo aggiustaggio dei tenoni e delle superfici elicoidali dei bracci della T.  
     
  Seguendo un'impostazione classica dell'archibugieria inglese l'acciarino è a molla indietro, questo per motivi funzionali volti a garantire la solidità della bascula in armi di elevata potenza. L'acciarino a molle avanti infatti richiede degli scassi nella bascula per alloggiare le batterie. Con le molle indietro invece la bascula è un solido blocco d'acciaio su cui si possono scaricare le forze in modo omogeneo, inoltre è più pesante il che contribuisce ad elevare la massa dell'arma e quindi ad aumentare l'inerzia rendendo meno stressante il rinculo.  
     
  Osservando la bascula sotto diverse angolazioni non si può che ammirarne la sobria eleganza che ripercorre gli stilemi delle armi ad avancarica, con le ampie conchiglie che salgono ad avvolgere i seni e contornare le sedi dei percussori poste laddove un tempo erano i luminelli.
L'ornato è ridotto all'essenziale: probabilmente questo fucile era un'arma da lavoro.
 
     
  holland & holland 8 bore  
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  Holland & Holland 8 bore  
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  la chiusura Jones  è completata da una terza chiusura Westley Richards detta anche a testa di bambola. Per la sua solidità è paragonabile soltanto alla terza Greener.  
  Holland & Holland 8 bore  
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  Holland & Holland 8 bore  
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  La lunga codetta contribuisce a distribuire uniformemente sul calcio le forze del rinculo  
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  I tenoni su cui lavorano i piani elicoidali della T  
  Holland & Holland 8 bore  
     
  Holland & Holland 8 bore  
     
  Sulla tavola possiamo notare i punzoni inglesi apposti dal Banco di Prova di Londra, ma anche la torre del banco di Liegi (segno di un passaggio per il Belgio) e i punzoni del Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia.
Che ci fanno i punzoni per prova a polvere senza fumo del banco italiano su un'arma inglese a polvere nera? ...  Lo vedremo più avanti.
 
  Holland & Holland 8 bore  
     
  Holland & Holland 8 bore  
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  Holland & Holland 8 bore  
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  Holland & Holland 8 bore  
     
  Come la codetta anche il sottoguardia si prolunga sino alla bella coccia metallica  
  Holland & Holland 8 bore  
     
  Gli organi di mira posteriori sono costituiti da una tacca fissa a 50 yards e da una foglietta a 100 yards, la sezione della bindella che precede la tacca di mira è finemente lavorata con funzione antiriflesso.  
  Holland & Holland 8 bore  
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  Il mirino ha l'inserto ribaltabile per il tiro in cattive condizioni di luce  
  Holland & Holland 8 bore  
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  Un'occhiata a culatta e volata rende l'idea del calibro!  
  Holland & Holland 8 bore  
     
  Holland & Holland 8 bore  
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  Holland & Holland 8 bore  
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  Infine ecco svelato il mistero dei banchi italiani: negli anni '70 del '900  qualcuno ebbe l'idea di far realizzare delle canne lisce in calibro 12 per poter ampliare le possibilità di utilizzo dell'arma. Ed ecco il risultato ...  un lavoro interessante e tecnicamente ben fatto ma quale sia la balistica e l'utilizzo pratico di canne tanto convergenti davvero non lo so. Inoltre il fucile con le canne leggere su una bascula ed un calcio nati per un calibro 8 rigato è veramente molto sbilanciato  all'indietro.  
     
  Holland & Holland 8 bore - 12 Gauge  
     
  Lucio Michele Balboluciomichele.balbo@radicaebaionette.net  
     
     
 
 
 

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